Pleurotus pulmonarius (Fr.) Quél.


Eccezionale ritrovamento (forse la prima segnalazione in Italia) di un fungo che in realtà è molto comune in Nord America dove viene diffusamente coltivato al posto del Pleurotus ostreatus.

Si tratta del Pleurotus pulmonarius comunemente conosciuto nei paesi di lingua anglosassone come Indian Oyster, Italian Oyster, Phoenix Mushroom, o Lung Oyster.

Molto simile al Pleurotus ostreatus mostra alcune differenze notevoli da quest’ultima come un cappello molto più chiaro, quasi di un bianco sporco, la presenza di un piccolo gambo che è sempre laterale e un periodo di crescita estivo in quanto preferisce un clima più mite.

Commestibile con sapore simile al Pleurotus ostreatus.

·         Pileo: 5 - 20 cm, da convesso a piano

·         Lamelle: decorrenti

·         Gambo: corto e laterale

·         Caratteristiche microscopiche: Spore bianco-giallastre, 7,5-11 × 3-4 micron. 

Diversi studi condotti su animali ed in vitro fanno pensare che questo fungo e/o i suoi estratti potrebbero avere diverse applicazioni in campo medicinale.

Sono stati effettuale due ben distinte raccolte, entrambe nel mese di Agosto 2020 (1 ed 11 agosto) dopo due abbondanti piogge estive, a Palermo in una aiuola di un edificio privato alla base di un ceppo di una latifoglia.

Le essiccate sono conservate presso l’Erbarium Miceliarum della nostra Associazione.


                                                                                      Pleurotus opuntiae (Durieu & Lévillé) Saccardo 

Chiamato volgarmente “funcia di ficudinnia”, questo raro fungo è molto ricercato ed apprezzato dagli estimatori siciliani perché risulta essere un ottimo commestibile (quando è giovane, mentre da maturo diventa coriaceo e senza sapore).

Spunta, dalla primavera all’estate, quasi sempre in forma cespitosa (ma anche in forma singola) sui tronchi o sulle pale (cladoli) dei ficodindia (Opuntia ficus-indica).

Si tratta dunque di un fungo saprofita.

Personalmente altri esemplari sono stati da me trovati su tronchi di Yucca. Il primo di questi ritrovamenti fu descritto nel lontano 1997 nel seguente articolo (in cui ero l’autore delle foto):

●       Anastase Alfio, La Rocca Salvatore - 1997: Il fungo più “spinoso” di Don Giacomo Bresadola: Pleurotus opuntiae. Bollettino del Gruppo Micologico G. Bresadola - Trento – Anno XL n. 2-3: 23-28 – Trento

Sempre su Yucca (presente nel giardino di una dimora storica dell’800 di Palermo) ne ho poi ritrovati in tempi più recenti altri esemplari, consegnati subito all’Istituto di Botanica dell’Università di Palermo per effettuare esami di biologia molecolare.

Comunque in letteratura sono segnalati ritrovamenti associati (oltre che su Yucca e ficodindia), anche su Agave, Dracena, Phytolacca e varie Cactaceae.

Invece uno studio recente condotto da Georgios I. Zervakis, Giuseppe Venturella, Vassiliki Fryssouli, Paolo Inglese, Elias Polemis e Maria Letizia Gargano, (pubblicato nella rivista Fungal Biology - Volume 123, Issue 3, March 2019, Pages 188-199) dal titolo “Pleurotus opuntiae revisited - An insight to the phylogeny of dimitic Pleurotus species with emphasis on the P. djamor complex”, evidenzia che questo nome dovrebbe essere riservato solo agli esemplari provenienti dall'area mediterranea come è infatti dimostrato dall’epitipo originario dell'Italia sull'Opuntia ficus-indica, mentre tutti gli altri ritrovamenti effettuati su piante diverse sono da ascrivere al complesso Pleurotus djamor (P. flabellatus, P. ostreatoroseus, P. parsonsiae e P. salmoneostramineus). 

Il cappello di colore bianco, bianco-crema è a forma di conchiglia e ricorda il Pleurotus ostreatus.

Le lamelle sono bianche e decorrenti sul gambo. Quest’ultimo è di colore bianco, corto, laterale e duro.

La carne, bianca ed immutabile al taglio, è sottile nel cappello e spessa e un po’ fibrosa nel gambo.Odore e sapore non significativo.

Gli esemplari riprodotti nelle foto sono stati trovati su pale di ficodindia e l’autore delle belle foto è il nostro amico Santo Tirnetta che ringraziamo per averci permesso di pubblicare le immagini.