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IL FUNGO:
BIOLOGIA,METODO DI CONSERVAZIONE, COMMESTIBILITA' ED ODORE
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CHE COSA
SONO? |
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1. Sono esseri
viventi.
2. Hanno un ruolo
ecologico importante (bioriduttori).
3. Hanno molteplici
rapporti con l'uomo e la sua vita,
in particolare per
l'uomo possono essere:
- commestibili
- non commestibili
- velenosi.
Sono:
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DANNOSI |
portatori di
malattie = MICOSI
danni alle colture = PARASSITI
danni alle derrate alimentari = SAPROFITI
danni all'uomo = FUNGHI VELENOSI |
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UTILI |
ALIMENTAZIONE
PROCESSI FERMENTATIVI = lieviti nel pane, vino e birra
ANTIBIOTICI = penicillina
PER OPERE DI RIMBOSCHIMENTO = i funghi contribuiscono
alla nutrizione e al benessere degli alberi
BIOINDICATORI AMBIENTALI = la loro presenza è indice
della salute del bosco |
Alcuni caratteri
distintivi dei funghi:
- Sono gli unici
vegetali privi di clorofilla e quindi la loro nutrizione dipende
da altri organismi che possono essere le piante (= SIMBIOSI),
gli animali e le piante (= PARASSITISMO), organismi privi di
vita (= SAPROFITISMO).
1. SIMBIOSI: (=
micorriza) è il reciproco scambio di sostanze tra vegetali e
funghi a vantaggio di ambedue; la maggior parte dei funghi vive
in simbiosi con alcune piante.
2. PARASSITISMO: il
fungo assorbe sostanze a danno di corpi viventi, vegetali o
animali.
3. SAPROFITISMO: il
fungo si nutre di sostanze organiche animali o vegetali in
decomposizione, per esempio letame, animali o piante morti,
humus, ecc. (funghi di coltivazione).
STRUTTURA DEL
FUNGO
Una volta si credeva
che il fungo fosse solo la parte che esce dal terreno, invece un
certo Persoon all'inizio del secolo XIX dimostrò che i funghi
hanno il corpo fruttifero all'esterno e la pianta che vegeta
sotto terra sotto forma di una sottile ragnatela bianca che si
dice MICELIO e che è formata da moltissime cellule intrecciate
chiamate IFE.

I funghi si
riproducono per mezzo di microscopici semi che si chiamano
SPORE; una spora misura pochi "micron" (un micron è la
milionesima parte del metro) ed è per questo che per avere
qualche probabilità di riprodursi, i funghi emettono un numero
enorme di spore. Per esempio il prataiolo coltivato, Agaricus
bisporus, avrebbe una produzione di 16 miliardi di spore in
24 ore. La capacità riproduttiva delle spore dipende anche dalle
favorevoli condizioni ambientali. Le spore si sviluppano
nell'imenio che è la parte fertile del fungo e che può essere
costituita da lamelle (prataioli), tuboli (porcino) aculei e
altro.
I funghi hanno dei
caratteri che li distinguono uno dall'altro: ad esempio l'odore
(di frutta, di farina, di anice, di gas, ecc.), il sapore (acre,
dolce, pepato, ecc.), il modo di raggrupparsi (singolo, a cespi,
ecc.), la forma, i caratteri microscopici, i caratteri chimici.
I funghi contengono
circa:
- acqua: 82 - 92 %
- sostanze minerali: 0,5-1,5 %
- carboidrati: 1-3 %
- sostanze azotate: 2-4 %
- cellulosa e altro: il resto.
Infine, ricordare
che:
- qualunque fungo commestibile, della specie più pregiata,
quando non sia più fresco può diventare potenzialmente
pericoloso per la salute.
- i funghi devono essere ben cotti.
- i funghi sono di difficile digestione perché costituiti per la
maggior parte di cellulosa.
- bastano 50 gr. per un adulto o 20 gr. per un bambino, di un
fungo velenoso per causare la morte (es.: Amanita phalloides).
(Tratto da Introduzione allo studio dei funghi di Brunori
- Buischio - Cassinis)
Micologia >>
Il nome dei funghi
Il naturalista
svedese Carl von Linné (1707-1778), Linnéo in italiano, dedicò
la sua vita alla botanica e pubblicò un'opera di sistematica
botanica, il "SYSTEMA NATURAE", nel quale ad ogni vegetale viene
dato in latino un nome e un cognome: con il cognome, scritto con
l'iniziale maiuscola, si designa il Genere di quel vegetale, e
con il nome, scritto con l'iniziale minuscola, se ne designa la
specie. Questo sistema è stato perfezionato per i funghi da
grandi micologi come C. Persoon, E. Fries e altri e vige
tuttora.
Poiché queste
denominazioni, in latino e in greco, cercarono di descrivere i
caratteri distintivi dei vegetali e dei funghi, è interessante
conoscerne il significato.
Ecco alcuni esempi
di nomi di funghi e loro significato:
|
Amanita
caesarea |
Amanita = da
Amanos, monte tra la Cilicia e la Siria, o dal g.
amanítai, appellativo dei funghi in genere.
caesarea = di Cesare, imperatore romano. |
|
Boletus
edulis |
Boletus =
attinente le zolle (g. bôlos = zolla).
edulis = commestibile. |
|
Cantharellus
cibarius |
Cantharellus
= piccola coppa (diminutivo l. del g. kántharos =
coppa).
cibarius = attinente il cibo (l. cibus = cibo). |
|
Lactarius
deliciosus |
Lactarius =
attinente il latte.
deliciosus = delizioso. |
|
Russula
cyanoxanyha |
Russula =
rosseggiante (diminutivo del l. russus = rosso).
cyanoxantha = turchino e giallo (g. kuanós =
turchino; g. xanthós = giallo). |
|
Armillaria
mellea |
Armillaria =
attinente i braccialetti (l. armilla =
braccialetto).
mellea = attinente il miele. |
|
Macrolepiota
procera |
Macrolepiota
= Lepiota grande (Lepiota = orecchio squamoso, g.
lepis = squama, g. oûs, otós = orecchio - g.
makrós = grande).
procera = cresciuto di più, alto. |
|
Tricholoma
terreum |
Tricholoma =
con l'orlo peloso (g. thrix, trikós = pelo,
treccia, g. lôma = orlo).
terreum = terreo, attinente la terra. |
|
Clitocybe
gibba |
Clitocybe =
testa inclinata (g. klitús = pendio, kúbe
= testa).
gibba = gobba. |
|
Marasmius
oreades |
Marasmius =
deperito (g. marasmós= deperimento).
oréades = Ninfe dei boschi. |
|
Pleurotus
ostreatus |
Pleurotus =
con l'orecchio (il cappello) di fianco (g. pleurón
= di fianco, g. oûs, otós = orecchio).
ostreatus = ricoperto di ostriche, come un ammasso di
ostriche. |
|
Hygrophorus
puniceus |
Hygrophorus
= portatore di umidità (g. hugrós = umido, g.
féro = io porto).
puniceus = purpureo. |
|
Lycoperdon
perlatum |
Lycoperdon =
loffa di lupo (g. lúkos = lupo, g. pérdomai
= emetto aria dagli intestini).
perlatum = ornato di perle. |
(Tratto da:
PICCOLO DIZIONARIO delle denominazioni internazionali dei funghi
di Giuseppe Pace) |

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Micologia >>LA
COMPOSIZIONE DEI FUNGHI
TABELLA DI
COMPOSIZIONE di alcune specie di funghi (per ogni 100 g.):
Amanita caesarea -
Boletus edulis - Agaricus bisporus (prataiolo coltivato)
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Composizione |
|
AMANITA
CAESAREA |
BOLETUS
EDULIS |
AGARICUS
BISPORUS |
|
Parte
edibile |
% |
87 |
92 |
90 |
|
Acqua |
g |
92,9 |
92 |
92,1 |
|
Proteine |
g |
2,0 |
3,9 |
2,3 |
|
Lipidi -
grassi |
g |
0,3 |
0,7 |
0,4 |
|
Glucidi
- zuccheri:
- disponibili
- fibra |
g
g |
-
0,9 |
-
1,0 |
1,9
0,9 |
|
Energie
- Calorie |
Kcal |
11 |
22 |
20 |
|
Ferro |
mg |
1,1 |
1,2 |
1,3 |
|
Calcio |
mg |
17 |
22 |
10 |
|
Fosforo |
mg |
89 |
142 |
102 |
|
Tiamina |
mg |
0,10 |
0,38 |
0,10 |
|
Riboflavina |
mg |
0,31 |
0,26 |
0,13 |
|
Niacina |
mg |
4,0 |
4,0 |
4,2 |
|
Vitamina
C |
mg |
3 |
3 |
4 |
(Tratto dal testo
edito dall'Istituto nazionale della nutrizione, Atlante
dell'alimentazione, di Scotti - Bassani, giugno 1983)
|
|
LA
COMMESTIBILITÀ DEI FUNGHI

Le
specie di funghi che interessano il raccoglitore
assommano ad oltre 3.000, secondo una stima
approssimata di Konrad e Maublanc. Di questi ne sono
valutati:
- 1.200
commestibili (più o meno buoni)
- 30 velenosi
- 30 sospetti
- il resto immangiabili (perché troppo duri o
legnosi o coriacei).
Le
specie velenose rappresentano dunque una minoranza
estremamente ridotta (1%), che tuttavia è necessario
conoscere molto bene, potendo essere talora molto
abbondanti o facilmente confondibili con specie
mangerecce.
Per determinare la commestibilità di un fungo
l'unico mezzo è la sua conoscenza botanica perfetta.
Tutti i comuni
pregiudizi
sulla pretesa identificazione dei funghi velenosi
con mezzi empirici (moneta di argento, spicchio
di aglio o di cipolla, viraggio della carne, ecc.)
oltre a non avere alcun valore, sono stati sovente
causa di tragici equivoci, e sono pertanto da
bandire con il più assoluto rigore.
Oltre
alle specie velenose, è necessario distinguere molti
casi di commestibilità limitata, nei quali anche
senza ingerire funghi propriamente velenosi, è
facile andare incontro a gravi conseguenze.
1) i
funghi consumati tal quali (ossia non essiccati o
conservati a regola d'arte) devono essere in
perfetto stato di freschezza. Questo perché dalle
sostanze azotate del fungo possono svilupparsi, con
una incipiente putrefazione, certe sostanze dette
ptomaine, dotate di forte potere tossico.
Qualunque fungo commestibile, della specie più
pregiata, quando non sia più fresco può diventare un
potente veleno.
2) i
funghi devono essere ben cotti. La cottura non ha
solo lo scopo di conferire sapore al fungo, o
prolungarne la conservazione. Alcune specie
contengono tossine dette "termolabili", che
cioè si distruggono col calore durante la cottura.
Perciò tali specie, velenose da crude, diventano
perfettamente commestibili dopo cottura (Boletus
luridus, erythropus; Amanita rubescens, vaginata,
solitaria, junquillea; Paxillus involutus; Gyromitra
esculenta, ecc.).
In altri casi è necessario sbollentare prima della
cottura (Clitocybe nebularis, Armillaria mellea,
alcuni Tricholoma, Clavaria botrytis, flava, aurea,
ecc.).
3) i
funghi sono di difficile digestione (essendo
costituiti per la maggior parte di cellulosa) e
inoltre in certe persone provocano fenomeni di
anafilassi, oppure indigestioni, che possono essere
scambiate per intossicazioni.
E'
quindi raccomandabile di usare i funghi con
moderazione, e di trattarli come un condimento o un
contorno, mai come alimento principale, e non farne
delle scorpacciate, che riuscirebbero assai
pericolose.
(Tratto da Parliamo di funghi di CETTO -
LAZZARI) |
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COME SI
CONSERVANO I FUNGHI? |
-
COTTURA
-
SOTT'OLIO o SOTT'ACETO
-
ESSICCAZIONE
-
CONGELAZIONE
|
|
Per un
consumo tranquillo dei funghi è bene conoscere
alcune norme di comportamento "gastronomico":
-
Non
cucinare funghi di cui non sia garantita la
freschezza.
-
Cuocere prolungatamente qualsiasi specie di
funghi (i funghi che si possono mangiare da
crudi sono pochissimi).
-
Consumare con moderazione pietanze a base di
funghi, in particolare se destinate a bambini,
persone anziane e/o debilitate.
|
|
La cottura |
|
Pulire i
funghi, lavarli accuratamente e tagliarli a pezzi.
Preparare un tegame con un cucchiaio di olio o una
noce di burro e far soffriggere, unendo uno spicchio
di aglio intero. Dopo qualche istante togliere
l'aglio e versare i funghi, con sale e pepe. Coprire
il recipiente lasciando cuocere per 5 minuti, quindi
scoprire e far cuocere per altri 10-15 minuti,
mescolando di tanto in tanto. Poco prima di spegnere
aggiungere un cucchiaio di prezzemolo tritato.
Cuocere fino alla completa evaporazione dell'acqua
di cottura, quindi spegnere e servire. |
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|
Funghi
sott'olio o sott'aceto |
-
Usare solo funghi giovani e sani. Lasciare
interi quelli piccoli e tagliare a pezzi quelli
più grandi.
-
Pulirli e lavarli accuratamente.
-
Scolarli e lasciarli asciugare bene.
-
Preparare una miscela di due terzi di aceto e un
terzo di acqua, sale quanto basta. Quando bolle
gettarvi i funghi e lasciarli almeno 10 minuti.
-
Scolare bene e lasciar raffreddare i funghi.
-
Metterli in vasi perfettamente puliti, riempiti
in parte di olio d'oliva ed eventualmente una
foglia di alloro.
-
Colmare bene il vaso di olio, assicurandosi che
non ci siano bolle d'aria.
-
Chiudere i vasi utilizzando coperchi nuovi.
-
Conservare in luogo fresco e al buio. Consumare
in breve tempo.
|
|
Per la
conservazione sott'aceto sostituire l'olio di oliva
con una miscela di acqua e aceto.
Ricordare che la grande quantità di aceto usata
nella cottura ha lo scopo di abbassare il pH dei
funghi e quindi di allontanare il pericolo di
botulino dalle conserve casalinghe. In tutti i
casi al momento dell'utilizzo dei funghi controllare
che il tappo non sia gonfio, che il prodotto non
abbia cattivi odori e che non sia fermentato. |
|
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L'essiccazione |
|
È il
tipo di conservazione più usato. I funghi, già
puliti, si tagliano a fette grosse, che v anno
poi disposte su telai a rete con maglie piccole. I
telai vanno sistemati al sole o, meglio, all'ombra
in corrente d'aria asciutta.
Se il tempo è piovoso, si possono utilizzare degli
essiccatoi elettrici che si trovano in commercio.
Assolutamente da evitare è l'uso del forno
domestico, nel quale i funghi tendono a disidratarsi
molto in fretta, diventano scuri e perdono
completamente il loro profumo.
In conclusione, per avere degli ottimi e profumati
funghi secchi è bene che l'essiccazione sia
effettuata all'aria asciutta o al sole, che sia
lenta e costante, che le fette siano sempre ben
distanziate, ben aereate e girate di frequente.
Dopo l'essiccazione, è fondamentale conservare i
funghi in freezer, per mantenere intatto il colore
bianco del fungo e per evitare infestazioni di
larve. |
|
Micologia >>
La
congelazione |
|
Ci sono
due sistemi:
-
Pulire perfettamente i funghi e congelarli a
fette, in modo da poterli cucinare subito senza
scongelarli.
-
Precuocere i funghi puliti e affettati, senza
condimento. Una volta freddi, possono essere
messi in contenitori e congelati fino al loro
utilizzo. Quando si scongelano, aggiungere il
condimento e concludere la cottura.
Va detto
che i funghi congelati freschi e interi sono molto
belli, ma perdono alcune delle loro caratteristiche
organolettiche. |
|

|
|
Ogni
tanto si sente parlare di botulino nei
funghi conservati, nelle verdure, nel
mascarpone, ma non tutti sanno esattamente
come esso si sviluppa. Forse due parole su
questo nemico dei funghi conservati non
guastano.
Il
botulino o Clostridium botulinum
è un germe che, per sopravvivere
nell'ambiente, produce delle spore. Queste
spore sono presenti nel suolo, nella
polvere, ma non sono pericolose fino a
quando non sprigionano la tossina
botulinica.
La tossina si sviluppa solo in determinate
condizioni:
- anaerobiosi (mancanza di ossigeno)
- temperatura superiore a 10°C
- pH superiore a 4,5
- bassa concentrazione di sale
- un certo valore di umidità
Gli alimenti conservati, se non trattati
in modo adeguato, sono l'habitat ideale
per la tossina botulinica, che è inodore e
non provoca la putrefazione degli alimenti,
ma produce gas butirrico che gonfia le
confezioni.
Per fortuna è difficile che si verifichino
contemporaneamente tutte le condizioni che
favoriscono lo sviluppo della tossina e
quindi l'intossicazione botulinica non è
molto frequente.
Germe e tossina muoiono con un normale
trattamento dell'alimento, per esempio il
calore, mentre la spora resiste anche alla
temperatura di 100°C ma viene inattivata a
121°C.
La tossina è molto pericolosa e può portare
alla morte.
Incubazione: da 12-36 ore a diversi giorni.
Sintomi: dapprima nausea, vomito, diarrea,
cefalea, poi difficoltà di parola e di
movimento fino alla paralisi dei muscoli e
dell'attività respiratoria con conseguente
morte.
A livello industriale, dove il prodotto
viene sottoposto a pastorizzazione o a
sterilizzazione, il rischio botulino è
ridotto quasi a zero. Più pericolose sono
invece le conservazioni casalinghe,
soprattutto nel caso di conserve poco acide
e non sottoposte a trattamento termico
adeguato.
Un consiglio è quello di acidificare sempre
i funghi scottandoli in acqua e aceto perché
in questo caso il pH del fungo crudo (che è
circa 6), si abbasserà a 2,5 - 3,5 e quindi
sotto la soglia di pericolo che è pH 4,5.
Solo così potremo gustare con tranquillità i
funghi raccolti e cucinati durante l'estate. |
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Micologia >>
L'ODORE NEI
FUNGHI |
|
Se si considera che in micologia l'odore -
da solo o sommato ad altri caratteri - è
spesso determinante per il riconoscimento di
un numero considerevole di specie, allora ci
si rende conto di quanto possa essere
importante un buon olfatto nell'ambito dello
studio dei funghi superiori, in modo
particolare a livello speciografico.
Ecco alcuni odori con le relative specie
fungine:
|
Acciaio surriscaldato |
Cortinarius callisteus |
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Acqua di colonia |
Lepista irina, Cortinarius
percomis |
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Aglio |
Marasmius alliaceus, scorodonius,
... |
|
Ammoniaca |
Amanita phalloides, Russula
foetens, ... |
|
Anice |
Agaricus arvensis, Clitocybe
odora, ... |
|
Buccia d'arancia |
Lactarius porninsis, ... |
|
Burro rancido |
Clitocybe inornata, Collybia
butyracea, ... |
|
Cavoli marci |
Collybia hariolorum, Telephora
palmata, ... |
|
Legno di cedro |
Russula badia |
|
Cetrioli |
Cathatelasma imperiale, ... |
|
Caramella alla fragola |
Hygrophoropsis olida, ... |
|
Cimice dei boschi |
Hygrocybe quieta, Lactarius
quietus, ... |
|
Coloranti per pittura e tempera |
Boletus fechtneri, regius |
|
Cuoio di Russia |
Camarophyllus russocoriaceus,
... |
|
Dolci con crema alle mandorle |
Russula fragrantissima |
|
Ferro bruciato |
Cortinarius tophaceus |
|
Gas illuminante |
Tricholoma bufonium, inamoenum,
sulphureum |
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Gomma e pallocino di gomma |
Ramaria largentii, ... |
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Finocchio |
Cortinarius odorifer, percomis,
... |
|
Tintura di iodio |
Agaricus xanthoderma e var. |
|
Iris |
Lepista irina |
|
Lavandaia, mani di lavandaia |
Russula foetens |
|
Lievito |
Amanita virosa, Clitopilus
prunulus, ... |
|
Locomotiva, fumo di locomotiva |
Cortinarius callisteus,
tophaceus |
|
Lucido per scarpe |
Inocybe calamistrata |
|
Malto |
Pholiota destruens |
|
Pane fresco |
Agaricus arvensis |
|
Patate fradice, marce, ... |
Cortinarius camphoratus |
|
Pere fermentate |
Inocybe bongardii, pyriodora,
... |
|
Olio di pesce |
Lactarius volemus |
|
Pescheria |
Russula xerampelina e var. |
|
Pollaio |
Clitocybe phaeophtalma, ... |
|
Risotto allo zafferano |
Chroogomphus helveticus e var. |
|
Pelle di salame |
Cortinarius traganus, ... |
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Sapone di Marsiglia |
Ramaria pallida, ... |
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Segatura di legno fresco |
Marasmius oreades |
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Zolfo (anche gas illuminante) |
Tricholoma sulphureum |
(Tratto da: Introduzione alla "Micosmologia"
del Prof. Riccardo Mazza - A.M.B. Brescia
16.11.1996) |
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