l'acaro
Demodex folliculorum
Che pruritoooo.............ma ho preso gli acari
I pericoli del bosco
a cura del Dott.
Librizzi Damiano
Può capitare dopo avere
passeggiato per i prati o nei boschi, frequentati da altri animali, soprattutto
durante le stagioni caldo umide, fine estate ed autunno, di avere manifestazioni
cutanee, eruzioni, caratterizzate da arrossamento, comparsa di elementi
papuloisi o eritematopapuloidi sormontati spesso al centro da una vescichetta
puntiforme delle dimensioni di solito non superiori ad una lenticchia, di colore
rosso-cianotico. L’eruzione si accompagna sempre ad un prurito tormentoso e ad
un modesto senso di bruciore. Qualche volta possono presentarsi anche
manifestazioni di carattere più generale come l’asma bronchiale. Queste
manifestazioni si chiamano Acariasi, dermatosi
prodotte da acari, i quali possono introdursi nello spessore dell’epidermide
oppure rimanere in superficie.
Gli acari sono una sottoclasse appartenente al gruppo degli aracnidi. Come generalmente vengono intesi, fanno parte dell'ordine degli Acariformes.
Questi ultimi hanno colonizzato ogni habitat: piante, terreno, esseri viventi, derrate immagazzinate e perfino gli ambienti domestici.
Tra gli acari che infestano il verde ricordiamo gli Eriofidi che formano galle, rigonfiamenti che si riscontrano sulle foglie o sui rami in seguito a stimoli naturali o a punture si insetti, ed i Teranichidi o ragnetti rossi che si nutrono della linfa delle foglie decolorandole (per esempio Panonycus ulmi); possono anche ricoprire la vegetazione con una fitta tela simile alla seta sotto la quale vive la popolazione di acari(per esempio Tetranycus urticae).
Gli acari che vivono, come parassiti o come saprofiti, su altri esseri viventi sono parecchi. Gli ospiti possono essere innumerevoli, dagli insetti, come api, formiche, mosche, ai mammiferi, fino all'uomo: ricordiamo l'acaro della scabbia (Sarcoptes scabiei), l'acaro della mietitura (Trombicula autumnalis) che provoca l'eritema autunnale e il più innocuo Demodex folliculorum che vive nei follicoli piliferi umani soprattutto nelle pieghe nasali.
Nelle nostre case infine abitano minuscoli inquilini: sono gli acari della polvere, ragnetti dal corpo globoso ricoperto di setole. I Piroglifidi, che sono i maggiori rappresentanti di questo gruppo, si sviluppano in condizioni ottimali in un mese.
Ritornando alla Trombicula autumnalis è una specie propria dei nostri climi; le sue larve, a stento visibili ad occhio nudo, di colore rosso-arancione, si fissano in prossimità dei peli e affondano nella pelle il rostro, provocando forte prurito e papule contornate da un alone violaceo. Le lesioni una volta guarite, lasciano una cicatrice pigmentata per lunga durata. La permanenza sull’uomo dura pochi giorni.
In ambienti favorevoli le generazioni si susseguono e si accavallano. Gli acari possono essere causa di reazioni allergiche di varia entità (rinite, asma, dermatiti). Spesso ci si accorge dell'insorgere di forti infestazioni dall'aggravarsi di tali reazioni allergiche. Ciò di solito coincide con la fine dell'autunno; si creano infatti le condizioni ottimali per lo sviluppo degli acari, cioè un'elevata umidità ambientale (U.R.60-90%) ed una buona dose di caldo (20-25°C). Inoltre ambienti caldo-umidi possono incrementare la presenza di muffe e spore fungine, base alimentare di alcuni acari Gli-cifagidi.
Si può intervenire sia agendo a livello topico con pomate anti acaro e rinfrescando le zone arrossate con bende umide.
Evitare di grattarsi...............provvedere ad alleviare il prurito con del talco mentolato.
Anche rappresentanti della famiglia Acaridi si possono reperire nella polvere, ma in misura limitata, prediligendo come habitat le derrate alimentari. La lotta agli acari è problematica e non standardizzabile.